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26/02/14

Lavorare nell'editoria. Tra idealismo e autolesionismo

Amo il mio lavoro. Non c'è altro da aggiungere. Di fronte a tutte le difficoltà, la crisi del settore, la mortificazione del lavoratore, la poca considerazione che viene concessa ai precari dell'editoria, e fra loro chi se la passa peggio sono i collaboratori esterni a ritenuta d'acconto o a partita iva, la domanda sorge spontanea: perché non fuggire e darsi a più fruttuosi lidi?

19/02/14

La retribuzione dei web content writer: sogno o irrealtà?

Io amo scrivere. L'ho sempre amato, sin da quando ero bambina. Amavo inventare storie, perdermi nelle centomila vite che solo in questo modo avrei potuto vivere, in tempi e luoghi lontanissimi dalla mia realtà. Era una gioia che forse non ho mai provato in nessun altro modo. Sognavo di fare la scrittrice, poi crescendo sono scesa dalla nuvoletta in cui mi rotolavo beata e ho pensato di trovare un lavoro che mi permettesse comunque di scrivere per vivere. Solo che, nello scendere, qualcosa deve essere andato storto... forse ho accidentalmente inciampato, non so, fatto sta che anziché atterrare dolcemente sulla Terra, mi ci sono un attimino schiantata.

16/02/14

Perché un blog sui redattori precari

Ecco, appunto... perché? Voglio dire, ce n'era forse bisogno? Non lo so. Qualche altro sito/blog esiste già, allora perché aggiungerne un altro? Forse perché sono IO ad averne bisogno. Di sentirmi parte di qualcosa, di condividere non solo un'esperienza in divenire ma anche di sentirmi meno isolata in un mondo che se ti costringe a lavorare tra le mura di casa tua (che, per carità, a me piace molto più di un ufficio per questioni di "libero" impiego di tempi e spazi) ti condanna in un certo senso all'ignoranza di ciò che ti circonda, e parlo non solo di opportunità ma anche di diritti e di coesione sociale.